Alla scuola materna, un bambino portava sempre due fazzoletti. La maestra gli chiese perché: <<Uno è per soffiarmi il naso; l’altro per asciugare gli occhi di quelli che piangono>>.

(da B. FERRERO, 40 storie nel deserto: i due fazzoletti, Elle DI Ci).

Domenica scorsa Dio chiedeva ad Adamo e, di conseguenza, anche a ciascuno di noi: DOVE SEI? Dove ti sei nascosto? Ti stai prendendo le tue responsabilità nel mondo che ti è dato e in cui sei chiamato a vivere, oppure scarichi sempre la colpa sugli altri? Che cosa ne stai facendo della tua vita? A che punto ti trovi del tuo cammino? Che senso stai dando alla tua esistenza?”.

Oggi, invece, ecco un’altra domanda forte che Dio rivolge a Caino e a noi: DOVE È TUO FRATELLO? Che cosa ne hai fatto di lui? Sei consapevole di esserne responsabile e custode, a partire dal fatto che tu sei figlio del Padre che sta nei cieli, così come lo è lui? Questo significa che la fraternità non è una scelta, ma un dato di fatto che tu sei però chiamato ad accogliere e a fare tuo, prendendoti cura delle gioie e delle fatiche di ogni uomo e donna che incontri: è così per te?”.

DOVE SEI?” e ancora “DOVE È TUO FRATELLO?”: ecco le due DOMANDE FORTI di Dio per noi, dove la prima rimanda alla seconda e viceversa. Non c’è senso profondo alla nostra esistenza, se non nella responsabilità che decidiamo di assumerci nel costruire relazioni fraterne con gli altri uomini e donne della terra, anch’essi alla ricerca del senso della loro vita.

E nel Vangelo, Gesù ci mette anche in guardia dalla triste possibilità di “uccidere” l’altro – in tanti modi e non solo fisicamente – così come ha fatto Caino con Abele: celebrando l’Eucarestia, noi chiediamo invece a Gesù la forza di “non uccidere mai l’altro” ma, al contrario, di saper costruire fraternità, portando sempre con noi due fazzoletti di cui, uno dei due serve per asciugare gli occhi di chi piange.

Buona domenica! don Alberto