Cosa significa che (il Cristo) ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra?” (Efesini 4); e ancora: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (Atti degli Apostoli 1).

La Parola ascoltata ci fa capire il senso del mistero che stiamo celebrando: Gesù è il Figlio che il Padre ha mandato tra noi (“discese”) perché non perdessimo la strada per tornare al cielo; mentre è con noi su questa terra, Gesù non smette di camminare per annunciare la buona notizia del Regno di Dio che viene a noi attraverso di lui e ci invita ad accoglierlo nella nostra esistenza; dopo aver realizzato la missione del Padre, Gesù torna a lui (“ascese”), nella gloria da cui era venuto e ci fa il dono del suo Spirito per continuare noi, suoi discepoli, la missione che lui ha iniziato; lo stesso Gesù, il Figlio, “tornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” per il compimento del disegno di Dio sull’umanità e sul mondo.

Gesù è INFATICABILE in questo suo salire e scendere dal cielo e nel suo camminare qui su questa terra: PERCHE’ LO FA?

È il modo che lui, insieme al Padre e allo Spirito Santo, hanno trovato per comunicarci l’amore di Dio per noi e il suo desiderio che nessuno si perda, così da poter tutti tornare alla pienezza della comunione con lui, una volta concluso il nostro pellegrinaggio sulla terra. In questo suo appassionarsi per il nostro bene, Gesù chiede anche la nostra collaborazione; domanda che ci appassioniamo un po’ anche noi a questo appello che vorrebbe arrivasse a tutti, nessuno escluso.

Anche la Prima Comunione di 50 ragazzi delle nostre due parrocchie, ci stimola a far memoria che ognuno di noi è creato per la “comunione” piena con Dio e dentro questa amicizia/alleanza può trovare la gioia che cerca.

Buona continuazione di una vera Pasqua di Gesù! don Alberto