LA PAROLA PER LA SETTIMANA

Altro che “inutile”! Un servo che “ha fatto tutto quello che gli è stato ordinato” di fare, è stato utilissimo al suo signore, non certo inutile! Se non ci fosse stato o se non avesse eseguito ciò che gli era stato richiesto, gli ordini del suo padrone sarebbero rimasti solo delle belle parole. Siamo invece “semplicemente servi/ “semplici servi”: ecco come rendere meglio la traduzione di questo aggettivo.
“Semplice servo” è Giobbe, quando – dopo tutto ciò che gli rovina addosso – arriva a dire: “Nudo uscii dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore”. È la fede di chi sa da dove viene e dove è chiamato a tornare e, mentre è in cammino e riconosce la sua piccolezza e fragilità, si affida all’unico Grande, Dio, nel suo non capire tutto di ciò che è il mistero della vita.
“Semplice servo” è anche Paolo, che incoraggia il giovane Timoteo, forse un po’ troppo timoroso: “Sforzati di presentarti a Dio come una persona degna, un lavoratore che non deve vergognarsi e che dispensa rettamente la parola della verità”. È la fede di chi ce la mette proprio tutta per la testimonianza del Vangelo, perché è molto riconoscente al suo Signore, che lo ha chiamato a collaborare con lui all’annuncio del Regno e perciò non si risparmia nella missione che gli è stata affidata.
“Semplice servo” è infine ognuno di noi, quando capisce che il suo Signore si è fatto lui innanzitutto nostro servo in tutto per il bene dell’umanità e che il nostro dirgli grazie deve esprimersi nel “darci da fare”, insieme con lui, per il bene del mondo che ha bisogno di Gesù.
E, sicuramente, uno dei modi più grandi per “darsi da fare” è quello che ci testimoniano con il loro amore fedele e fruttuoso le coppie che oggi festeggiano il loro anniversario di matrimonio cristiano.
Buona domenica e tanti auguri ai festeggiati!don Alberto
