La traversata del Giordano – raccontataci nella prima lettura, tratta dal libro di Giosuè – segna l’ingresso del popolo nella terra promessa e ci aiuta a comprendere la domanda di quel tale, che chiede a Gesù se siano pochi coloro che si “salvano” e anche a capire di quale “salvezza” stiano parlando lui e Gesù: “Signore, sono pochi quelli che si salvano? Quelli, cioè, la cui vita arriva alla meta, senza perdersi strada facendo; quelli che arrivano ad avere una vita bella, realizzata e nella gioia: la vita che non è possibile trovare in pienezza qui su questa terra; quelli la cui esistenza è più forte della morte che ci fa paura, perché sembra spezzare ogni relazione e ogni nostro progetto su cui puntiamo; quelli che giungono alla vita piena, nella comunione con Dio e con chi là è già arrivato: la vita da cui veniamo e a cui siamo invitati a tornare. Signore Gesù, ma c’è davvero, per tutti noi, qualche speranza di arrivare alla TERRA PROMESSA, oppure ci stiamo facendo solo delle illusioni?”.

Rispondendo a questa persona, Gesù ci conferma nella verità di questa speranza che lui offre agli uomini e ne sottolinea due caratteristiche fondamentali:

– innanzitutto questa salvezza non dipende dai nostri sforzi, ma è dono di Dio: non la puoi acquistare con i soldi; non la guadagni con i tuoi meriti; non si conquista attraverso qualche conoscenza o raccomandazione… Dio la offre GRATIS e A TUTTI, nessuno escluso;

occorre però che noi riconosciamo e rispondiamo a questo dono; che diciamo a Dio: “sì, desidero la tua salvezza!”; e questo lo si fa – dice sempre Gesù – accettando di passare attraverso la PORTA STRETTA, che è la fatica che noi facciamo per non cedere alla tentazione che ci spinge a pensare di potercela cavarcela da soli nella vita, ripiegandoci su noi stessi e illudendoci di poter fare a meno di Dio e degli altri.

Anche oggi siamo qui per accogliere la tua salvezza, Signore Gesù!

Buona domenica! Don Alberto