LA PAROLA PER LA SETTIMANA

“Signore Gesù, figlio di Dio, abbi pietà di me che ho peccato!”: è una delle due preghiere bibliche che insegniamo ai ragazzi per chiedere il perdono durante il sacramento della Riconciliazione, prima di ricevere l’assoluzione; oggi, questa invocazione può aiutarci a rileggere la parola di Dio, che ci invita ad avere più spesso l’umiltà e – nello stesso tempo – il coraggio di riconoscere la nostra fragilità e piccolezza di uomini e donne, per consegnarla nelle mani di Gesù, così che lui possa riempirci dello Spirito Santo, che è la forza di Dio che ci stimola a tirare fuori il meglio del nostro essere uomini e donne, aiutandoci a tenere a bada il male che, in tutte le sue forme, cerca di rovinare la bellezza della creazione (anche l’occasione del “perdono di Assisi” in questa settimana è un richiamo prezioso per rinnovare questo dono in noi).
“Figlio, ti sono perdonati i peccati… Solo Dio può perdonare i peccati…”: il modo in cui Gesù decide di guarire il paralitico e la reazione degli scribi che esplicitano questa verità per accusarlo di bestemmia, ci rivela l’autocoscienza di Gesù di essere e di agire come il “Figlio amato” del Padre, come il “Dio con noi” che può dunque perdonare i peccati, avendo a cuore il nostro bene di uomini e di donne.
Agendo e parlando in questo modo al paralitico, Gesù fa intuire anche a noi che la malattia fisica di quest’uomo è certamente un limite grande per lui; ma che ciò che blocca maggiormente il nostro essere uomini e donne non è l’infermità, ma il male e il peccato, che vanno ad intaccare e a rovinare l’opera di Dio nella creazione, insinuando in noi il dubbio che lui non sia un Papà buono, ma un “padrone cattivo” che ci sfrutta; così come gli altri che incontriamo, non siano dei fratelli e sorelle nella cui relazione siamo chiamati ad investire per la nostra gioia, ma siano invece degli estranei, degli avversari o degli “oggetti” da usare per fare i nostri interessi. Lasciamoci, dunque, riconciliare con Dio!
Buona domenica! Don Alberto
