Cosa/chi sostiene il profeta Elia, fuggiasco e braccato per aver proclamato al popolo la Parola che Dio gli ha chiesto di annunciare? Nel suo essere perseguitato, Elia si sentirà sostenuto dalla presenza amorevole di Dio, che si fa percepire attraverso il sussurro di una brezza leggera e lo incoraggia a perseverare nella missione ricevuta;

Cosa/chi sostiene Paolo, tentato di vantarsi per i doni ricevuti (come quello della visione che ha avuto) e che, invece, è costretto a ritornare con “i piedi per terra”, riconoscendo la propria piccolezza e fragilità, perché “toccato nel vivo” da quella misteriosa “spina nella carne” che, quando rischia di montare in superbia, gli ricorda invece di essere un pover’uomo come tutti gli altri? È sempre la presenza di Dio, che si fa sentire come grazia, proprio dentro quella debolezza che sembra sopraffare Paolo;

Cosa/chi deve sempre sostenere ogni discepolo di Gesù, quando incontra resistenze o anche persecuzioni nella propria testimonianza del Vangelo, là dove vive? Anche qui e anche per noi, ciò che sostiene e occorre sempre ricercare, sono i segni della presenza di Dio al nostro fianco, attraverso l’azione dello Spirito Santo, che è la forza di Dio da mettere insieme al nostro impegno di bene.

Da qui, allora due sottolineature per il nostro cammino:

– come spesso ci ricorda il nostro vescovo Mario: non c’è nessuna situazione così disperata o tragica nella nostra vita da impedirci di continuare a fare almeno due cose che ci tengono in piedi, anche nelle fatiche più grandi: quella di sentirci amati da Dio, che è lì a far fatica insieme con noi; e quella di poter continuare a donare amore agli altri, pur dentro la sofferenza che stiamo vivendo;

– e quando Gesù ci manda “come pecore in mezzo a lupi” per testimoniare il suo Vangelo, ricordiamoci che, quando incontriamo un lupo, Gesù ci chiede di non diventare dei lupi anche noi, ma di restare sempre pecore che si sentono amate e che amano, come lui.                                                  Buona domenica! Don Alberto