LA PAROLA PER LA SETTIMANA

L’uccisione di Giovanni Battista da parte del tetrarca Erode, diventa per Gesù un ulteriore passo nel prendere coscienza e nel portare avanti con vigore la sua missione di annuncio della buona notizia del Regno di Dio che si fa vicino agli uomini e che chiede un urgente cambiamento di vita per saperlo accogliere.
E il Vangelo ascoltato ci mostra la differenza che c’è, rispetto alla volontà di conversione, tra la curiosità (forse anche un po’ tormentata dal rimorso di aver ucciso Giovanni) di Erode nei confronti di Gesù (il tetrarca si accontenta di “cercare di vedere Gesù”) che non porta però quest’uomo potente a decidere di cambiare qualcosa nella propria vita; e invece la faticosa ricerca del Maestro da parte della folla, che accetta l’umile sforzo di mettersi in cammino per seguirlo e per rimanere con lui in disparte.
Solo chi è disponibile a questo, riuscirà a percepire Gesù, la sua vita, la sua Parola, il suo Vangelo come GIOIA e come LUCE:
– “…io creo Gerusalemme e il suo popolo per la gioia”: della parola GIOIA e dei suoi sinonimi è piena la lettura del profeta Isaia ed è questa l’esperienza che, anche dentro le fatiche della vita, un discepolo di Gesù dovrebbe riuscire a sperimentare, perché sa sempre da dove viene e dove va e sa, inoltre, che mentre è in cammino qui sulla terra, non è mai solo, ma sempre accompagnato dal Signore e dagli altri fratelli e sorelle che seguono Gesù;
– invece la parola LUCE illumina il brano di san Paolo che scrive agli Efesini: “…un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore… comportatevi come figli della luce… il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità”.
Ho in mente qualche momento preciso della mia esistenza, dove ho sperimentato che Gesù, per me, è stato fonte di gioia e di luce?
Buona domenica! Don Alberto
