<<Se non vuoi rispondere in modo sbagliato alla domanda “Ma voi, chi dite che io sia?”, non puoi dimenticarti del modo in cui io ho affrontato e vissuto il mistero della croce “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno”>>: ecco come Gesù avverte ogni suo discepolo, mentre ci sollecita a prendere posizione riguardo all’interrogativo sulla sua persona.

E la festa di Santa Croce a Marnate, rinnova per noi l’invito a dimorare nella contemplazione di questo mistero, così da imparare a conoscere chi è veramente Gesù e chi siamo chiamati ad essere noi, in quanto suoi amici e discepoli:

– Gesù ha vissuto tutta la sua vita sulla terra affidandosi al suo e nostro Padre celeste e anche quando era sulla croce ha continuato ostinatamente a fidarsi di lui dentro il buio e il freddo di non capire il motivo per cui suo Padre permetteva gli stesse succedendo tutto questo. Il grido di Gesù sulla croce dice tutta la sua angoscia e il senso di abbandono ma, insieme, esprime anche la sua volontà di continuare a fidarsi di suo Padre anche in quel momento;

– Gesù ha vissuto tutta la sua vita tra noi amando chi incontrava come fratelli e sorelle e se doveva fare una scelta tra loro, privilegiava sempre chi era più debole e fragile, così da non escludere mai nessuno. E anche le sue parole e gesti, mentre era in croce, sono stati ostinatamente parole di amore e di perdono, anche nei confronti di chi gli stava facendo del male e, secondo Gesù, non si rendeva conto di quello che stava facendo.

Il racconto dei vangeli ci rivela come Gesù abbia avuto ragione nell’ostinarsi ad affidarsi e ad amare, contro ogni nostra logica umana: “fai anche tu come ho fatto io” – ci ripete Gesù – “vivi la tua vita ostinandoti nell’affidarti e nell’amare”.

Buona domenica e buona sagra di S. Croce!don Alberto