LA PAROLA PER LA SETTIMANA

– Cosa/chi sostiene Paolo, tentato di vantarsi per i doni ricevuti (come quello della visione che ha avuto) e che, invece, è costretto a ritornare con “i piedi per terra”, riconoscendo la propria piccolezza e fragilità, perché “toccato nel vivo” da quella misteriosa “spina nella carne” che, quando rischia di montare in superbia, gli ricorda invece di essere un pover’uomo come tutti gli altri? È sempre la presenza di Dio, che si fa sentire come grazia, proprio dentro quella debolezza che sembra sopraffare Paolo;
– Cosa/chi deve sempre sostenere ogni discepolo di Gesù, quando incontra resistenze o anche persecuzioni nella propria testimonianza del Vangelo, là dove vive? Anche qui e anche per noi, ciò che sostiene e occorre sempre ricercare, sono i segni della presenza di Dio al nostro fianco, attraverso l’azione dello Spirito Santo, che è la forza di Dio da mettere insieme al nostro impegno di bene.
Da qui, allora due sottolineature per il nostro cammino:
– come spesso ci ricorda il nostro vescovo Mario: non c’è nessuna situazione così disperata o tragica nella nostra vita da impedirci di continuare a fare almeno due cose che ci tengono in piedi, anche nelle fatiche più grandi: quella di sentirci amati da Dio, che è lì a far fatica insieme con noi; e quella di poter continuare a donare amore agli altri, pur dentro la sofferenza che stiamo vivendo;
– e quando Gesù ci manda “come pecore in mezzo a lupi” per testimoniare il suo Vangelo, ricordiamoci che, quando incontriamo un lupo, Gesù ci chiede di non diventare dei lupi anche noi, ma di restare sempre pecore che si sentono amate e che amano, come lui. Buona domenica! Don Alberto
