In questo modo, l’anno liturgico diventa un forte antidoto alla tentazione idolatrica di mettere sempre noi stessi al centro, invece che Dio.

Mettere al centro se stesso, con il rischio di tentare di arrivare a manipolare la volontà di Dio a proprio piacimento, è la tentazione del re Davide che, nella prima lettura viene smascherato nel progetto di essere lui a costruire una casa a Dio, invece di accogliere la sua presenza come compagno di viaggio del popolo di Israele.

Mettere al centro se stesso, guardando gli altri dall’alto in basso del proprio potere, è la tentazione di Pilato nel suo dialogo con Gesù durante il processo nel pretorio.

La tentazione di “ingabbiare” Dio sentendoci dei “raccomandati” che – facendo delle cose per lui – arrivano a chiedergli di fare la nostra volontà, invece di essere disposti ad accogliere la sua volontà di bene per noi, è anche la nostra tentazione, oltre che quella del re Davide.

La tentazione di guardare gli altri dall’alto in basso, facendoli sentire inferiori e spadroneggiando su di loro, invece che imparare da Gesù a servire, è anche la nostra tentazione, oltre che quella di Pilato.

Impariamo da Gesù in tutta la sua vita e – nel momento culminante di essa – appeso alla croce, ad affidarci e ad amare, contro ogni tentazione di manipolare Dio e sopraffare gli altri.

 Buona domenica!don Alberto