Anche un gesto pieno di amore – come quello che ci viene donato dentro un abbraccio – può essere rifiutato da parte nostra: ad esempio, chi ha a che fare con dei bambini sa bene che, quando partono con i loro capricci, riescono persino a costringersi a resistere anche alle parole e ai gesti di consolazione dei propri genitori, e lo fanno solo per una forma di ripicca nei loro confronti.  

Oggi la Parola di Dio vuole metterci in guardia dai nostri “capricci”: quelli che ci portano a rifiutare, quasi fossimo dei bambini dispettosi, l’abbraccio smisurato di amore da parte di Dio in Gesù.

Lo possiamo fare, come il popolo di Israele, di cui ci parla la prima lettura, quando abbiamo anche noi la “testa dura” e non siamo grati al Signore nel riconoscere di aver già ricevuto tutto da lui e, invece, continuiamo a rivendicare sempre di più, arrivando anche a tradire la sua fiducia, perché ci dimentichiamo di lui, pensando che ci abbia lasciati soli.

O ancora, possiamo resistere all’abbraccio di Dio, come hanno fatto quei “Giudei che avevano creduto in Gesù” nel brano del Vangelo: all’inizio si erano entusiasmati per Gesù; poi, invece, cammin facendo, si sono presto stancati di continuare ad investire nell’amicizia con lui e sono arrivati, un poco alla volta, a metterlo da parte rispetto alle scelte che facevano, arrivando così ad eliminarlo dalla loro vita.

Sempre come questi Giudei, possiamo dire di no all’amore di Dio, anche proclamandoci “figli di Abramo” e “figli di Dio” solo a parole, quando poi, invece, il nostro modo di vivere, dice il contrario.

Signore Gesù, tu continua ad offrirci il tuo abbraccio: non stancarti di farlo, anche quando, come bimbi capricciosi, noi siamo tentati di resistergli e di rifiutarlo!

Buon cammino di Quaresima! don Alberto