Domenica 20 settembre 2026

La scorsa domenica, dopo aver chiesto ai suoi discepoli: “chi dice la gente che io sia?”, Gesù li interpella poi a rispondere personalmente alla domanda: “e voi, chi dite che io sia?”.

E anche il suo non farsi trovare dalla folla nel Vangelo di oggi, il suo “non essere più là” e la conseguente decisione della gente di andare alla ricerca di Gesù, ha un po’ lo stesso significato: “non accontentarti di risposte scontate su di me o di quello che dicono gli altri… non fermarti alla superficie delle cose… Fai invece la fatica di venirmi a cercare… stai un po’ con me e approfondisci il <<segno>> del pane che ho condiviso con voi e che ti vuole rivelare qualcosa del mistero della mia persona e del mistero di Dio”.

In quel “segno” Gesù manifesta innanzitutto la sua intimità col Padre che sta nei cieli e la volontà buona del Padre, che ama così tanto l’umanità e il mondo, da mandarvi il suo figlio amato.

In quel “segno” Gesù rivela come la sua parola e la sua vita contengano tutte le energie necessarie perché ciascuno di noi possa affrontare in pienezza la propria vita, con le sue gioie e le sue fatiche, senza perdere la strada per ritornare a Dio, da dove tutti veniamo e anticipando così la vittoria sull’ultimo nemico ad essere sconfitto: la morte.

In quel “segno” Gesù ci indica l’Eucarestia come il “pane della vita”, memoria della sua Pasqua, che ce lo rende presente ancora oggi nel modo più grande su questa terra e che offre la possibilità più efficace per restare in comunione con noi, qui e adesso.

“Signore, dacci sempre questo pane!”.

Buona domenica!don Alberto