LA PAROLA PER LA SETTIMANA

“Quello che stava seduto a chiedere l’elemosina”: uno che viene giudicato così – senza nemmeno essere chiamato per nome – rischia di rimanere bloccato nella possibilità di riscattarsi, dallo sguardo impietoso degli altri che, posandosi su di lui, lo ferisce nella propria dignità, non facendogli trovare le forze per fare dei passi in avanti.
Gesù, invece, “vede quest’uomo cieco dalla nascita” che ha sperimentato cosa significhi “non essere di nessuno” e gli dà la possibilità di sentirsi “cercato, amato e salvato” da lui: e questo abbraccio, permette a quell’uomo di rimettersi a camminare.
È come se oggi il Vangelo ci dicesse: “guarda che lo stupore e la meraviglia che tu provi per la trasformazione, la ri-creazione di quest’uomo, il suo divenire persona nuova – nonostante il suo caso sembrasse disperato -, la stessa cosa grandiosa è capitata anche a te il giorno del tuo Battesimo”. E siccome quel giorno non hai capito ciò che ti succedeva, è adesso il tempo di accorgerti del dono che hai ricevuto – confrontandoti con la storia di quest’uomo – così da far fruttificare al massimo la ricchezza straordinaria della tua vita nuova in Gesù!
Inoltre, in questi giorni difficili per il mondo, la testimonianza di una famiglia marnatese che vive in Qatar per lavoro, ci aiuti a sentire più vicina a noi la necessità di continuare a pregare e impegnarci per la pace (in cartaceo: negli scaffali mobili in fondo alla chiesa; in digitale sul sito delle due parrocchie all’indirizzo https://www.chiesadimarnate.it/2026/03/14/marnate-qatar/
La preghiera di papa Leone può aiutarci in questo:
Signore della Vita,
che hai plasmato ogni essere umano a tua immagine e somiglianza,
crediamo che tu ci abbia creati per la comunione, non per la guerra,
per la fraternità, non per la distruzione.
Tu che hai salutato i tuoi discepoli dicendo: “La pace sia con voi”,
donaci la tua pace
e la forza per renderla reale nella storia.
Oggi eleviamo a te la nostra supplica per la pace nel mondo,
chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi
e scelgano la via del dialogo e della diplomazia.
Disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza;
perchè possiamo diventare strumenti di riconciliazione.
Aiutaci a comprendere che la vera sicurezza
non nasce dal controllo alimentato dalla paura,
ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli.
Signore, illumina i leader delle nazioni,
affinchè abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte
fermare la corsa agli armamenti
e mettere al centro la vita dei più vulnerabili.
Fa’ che la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro dell’umanità.
Spirito Santo,
rendici costruttori fedeli e creativi di pace quotidiana:
nei nostri cuori, nelle nostre famiglie,
nelle nostre comunità e nelle nostre città.
Che ogni parola gentile, ogni gesto di riconciliazione
e ogni scelta di dialogo siano semi di un mondo nuovo. Amen.
Buon cammino di Quaresima! don Alberto
