L’abbraccio che Gesù ci dona dalla sua croce, illuminato dalla Parola di Dio ascoltata questa domenica – in particolare nel brano del Vangelo di Giovanni – mi sembra possa suggerirci almeno due spunti importanti di meditazione e preghiera:

– “Gesù scoppiò in pianto”: è il versetto più corto della Bibbia (infatti, in greco – la lingua in cui sono stati scritti i Vangeli – è composto solo da due e non quattro parole, come invece ritroviamo nella traduzione italiana), ma, nella sua brevità, è uno dei versetti sui quali dovremmo desiderare di  fermarci molto più spesso e a lungo, così da poter contemplare la pienezza dell’UMANITA’ di Gesù, capace di amicizia vera e di condivisione profonda delle gioie e delle fatiche della nostra vita, che lui attraversa con noi, mettendosi al nostro fianco;

– “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”: mentre piangeva insieme con Marta e Maria per la morte del loro fratello e suo amico Lazzaro, Gesù mostra loro – e anche a noi – un “OLTRE”, che non elimina la sofferenza del distacco, ma apre però alla speranza che una vita che si affida e che ama non possa andare sprecata quando si scontra con la realtà della morte; che la morte non avrà l’ultima parola su una vita così, come è stata quella di Gesù e la nostra insieme a lui; 

Credi questo?”: è la domanda che Gesù rivolge alle due sorelle, ma alla quale invita anche noi a rispondere, mentre ci avviciniamo a vivere un’altra sua Pasqua nella nostra vita.                                        

Buon cammino di Quaresima! don Alberto