In tempi come quelli che stiamo vivendo nel mondo che abitiamo, ci capita spesso di sentir parlare di “mediatori”: di coloro, cioè, che “si mettono in mezzo” tra le due parti di un conflitto, per tentare di portare ad una tregua, se non ad una soluzione dello stesso.

Anche Gesù, nel brano della lettera agli Ebrei che abbiamo ascoltato oggi, è indicato come il “mediatore di un’alleanza nuova”, come colui che “si mette in mezzo” tra noi e il Padre, così da darci la possibilità di riallacciare questa relazione che non era stato certo Dio a spezzare, ma l’uomo, con il suo egoismo e il suo orgoglio: tentazioni queste che – spesso ancora oggi – ci spingono a pensare di poter fare a meno di Lui come Padre, così come degli altri uomini e donne in quanto nostri fratelli e sorelle in umanità.

E, diversamente da come facciamo noi di solito, Dio non attende che siamo noi ad accorgerci di aver sbagliato per poi decidere di chiedergli perdono: muove lui il primo passo verso di noi, inviandoci Gesù come mediatore e quest’ultimo non si tira certo indietro nell’adempiere alla missione che il Padre gli affida.

Un’altra grossa differenza, rispetto a coloro di cui sentiamo parlare in questi mesi, è che Gesù non cerca il proprio tornaconto e non fa i propri interessi mentre agisce da mediatore per noi: lo fa “gratis”; anzi, lui sceglie di agire in quanto “Agnello di Dio”, rimettendoci del suo, offrendo la propria vita, sacrificandosi in prima persona nell’opera di riconciliazione tra noi e Dio.

Lo Spirito Santo che, anche nella Parola di Dio di oggi, è indicato molte volte come il regalo più grande della Pasqua di Gesù che ci viene chiesto di accogliere, agisce in modo che possiamo sempre più investire nella nostra amicizia e alleanza con Dio e che diventiamo uomini e donne che sanno mettersi “in mezzo” agli altri, non da “impiccioni”, ma da “mediatori” che favoriscano relazioni fraterne e di pace, testimonianza preziosa in un mondo come il nostro.

Buona continuazione di una vera Pasqua di Gesù! don Alberto