Verso la festa di San Luigi (4a e ultima puntata)
Pregare: serve a qualche cosa?

Pensava che si deve pregare quando non si sa più come fare ad affrontare le cose brutte della vita. Roby ricordava con quanta emozione e lacrime aveva pregato quando era malata sua cugina Daniela. Aveva la sua stessa età. I dottori avevano detto: “Non c’è più niente da fare. Ci vorrebbe un miracolo”. E quanto aveva pregato per il miracolo! Il miracolo però non c’era stato. Perciò non aveva più pregato: “Tanto è inutile!”.
Poi c’era stato l’infarto del papà. Uno spavento! Allora aveva pregato tanto. Il papà ne era uscito in forma come prima, a parte la quantità di pastiglie che prendeva. E Roberto era stato sollevato. Poi non aveva più pregato.
C’era stato però l’incontro con la suorina che sorrideva in monastero. Lei raccontava la sua vita e gli orari della sua comunità. Roby ne era rimasto impressionato. Parlava della preghiera come di una amicizia, parlava della preghiera per parlare della speranza che rendeva felice anche la Daniela, la sua cugina morta a sedici anni, parlava della preghiera come dello stupore di essere vivi e chiamati a vivere felici per sempre.
E Roby si è rimesso a pregare.

Celebrare la festa di san Luigi è anche l’occasione per lasciarsi convincere che Gesù è vivo e che si può vivere con lui e per lui. Insomma, i bambini forse pregano per chiedere favori. Ma i ragazzi e le ragazze diventano grandi, anche nella fede, se imparano a pregare come Gesù ha insegnato e come san Luigi e tutti i santi hanno pregato.

Buona domenica! + Mario