Il fallimento e la delusione più grande di un papà e di una mamma – e lo stesso vale anche per Dio, il Papà che sta nei cieli – non sta nel fatto che un figlio possa sbagliare: ogni genitore, infatti, mette in conto le cadute del proprio figlio e, allo stesso modo, Dio non ha paura dei nostri errori; un papà e una mamma – e allo stesso modo anche Dio – hanno in cuore infatti un amore così grande, da poter affrontare tutti i “no” e tutte le ribellioni del proprio figlio, coscienti che il bene che gli vogliono, lo porterà, prima o poi, a riconoscere l’amore ricevuto e a pentirsi del suo comportamento, così da cambiare atteggiamento.  

Il fallimento e la delusione più grande per un genitore – e anche per Dio – è, invece, quella di un figlio che – a parole – si fa bello nei confronti del suo papà e della sua mamma, ma poi, con il proprio comportamento, agisce contro la volontà dei suoi genitori, come fa il secondo figlio della parabola di oggi.

Io che figlio sono nei confronti dei miei genitori? Io che figlio sono nei confronti di Dio?

Nel rispondere a queste domande, il Padre ci invita a guardare al suo figlio Gesù, così da imparare da lui ad essere figli come lui lo è stato:

– nel nostro essere figli del Padre che sta nei cieli, Gesù ci aiuti a colmare la distanza che di solito teniamo tra il “dire” e il “fare”, tra le parole e i fatti;

– nel nostro essere figli del Padre che sta nei cieli, Gesù ci aiuti a non sentirci mai già “a posto”, già degli “arrivati”, ma a ritenerci sempre “in cammino”;

– nel nostro essere figli del Padre che sta nei cieli, Gesù ci aiuti a giudicare noi stessi, prima di permetterci di emettere sentenze sugli altri.

Maria che nasce e che è speranza per il mondo e per la vita della nostra comunità (nella festa patronale di Nizzolina) ci aiuti a imparare da Gesù nel nostro essere figli di Dio.                                 

Buona domenica e buona festa patronale di S. Maria Nascente!don Alberto