LA PAROLA PER LA SETTIMANA

Proseguiamo il nostro cammino di Quaresima, accogliendo l’invito a “lasciarci amare”, sentendoci avvolti da quel grande abbraccio che Gesù ci offre sulla croce e attraverso questa donna, di cui l’evangelista Giovanni non ci rivela neppure il nome – forse perché ciascuno di noi possa riconoscersi in lei -, proviamo a individuare qualche stimolo a partire dalla Parola di Dio ascoltata:
– il Vangelo ce la presenta come una donna abituata a sentirsi giudicata – quasi sempre male – dagli altri e questo la portava a proteggersi, a rinchiudersi in se stessa e a non confidarsi troppo con chi incontrava: “tu sei un giudeo; come mai chiedi da bere a me che sono donna e – per di più – samaritana?”;
– era inoltre una donna abituata a cavarsela da sola, a non fare troppo conto dell’aiuto degli altri – e forse, nemmeno di quello di Dio – e a non fare troppo affidamento sulle persone: “ce l’ho io il secchio, non tu… la possibilità di prendere per me e – se voglio – anche per te, l’acqua di questo pozzo, è nelle mie mani e non nelle tue… come fai a promettermi quest’“acqua viva”, se non hai nemmeno i mezzi per attingerla?”.
Il Vangelo ci mostra come Gesù desideri proprio incontrare questa donna, scelga di dedicarle del tempo, dialogando con lei, così da aiutarla a spogliarsi delle “maschere” attraverso le quali si proteggeva, così come della propria “corazza” con la quale si teneva a debita distanza dagli altri per non farsi troppo male e – un passo alla volta – a sapersi fidare e affidare un po’ di più a lui e a vivere meglio le relazioni con gli altri uomini e donne che incontrava.
È ciò che Gesù desidera anche per ciascuno di noi – se gliene diamo la possibilità – così come ha fatto con questa donna e come questa donna gli ha permesso di fare.
Buon cammino di Quaresima! don Alberto
