In quanto uomini e donne feriti dal male e dal peccato, purtroppo, a volte, ci accorgiamo, di essere capaci di rovinare anche le realtà più belle. Pensiamo al dono meraviglioso che è l’amicizia, per esempio: non è forse vero che poi l’egoismo, l’orgoglio, la sete di prevalere sugli altri e la smania di accumulare che sono nel nostro cuore e che non sempre siamo capaci di tenere a bada (quando pensiamo di riuscirci con le sole nostre forze), qualche volta riescono a distorcerne lo splendore, svilendola in uno strumento di “raccomandazione”, per cui arriviamo a pensare che sia davvero nostro amico solo chi fa i nostri interessi; chi fa quello che vogliamo noi; chi  ci fa “passare davanti” agli altri?

E lo stesso, a volte, noi arriviamo a pensarlo della nostra amicizia con Gesù, ritenendoci dei “raccomandati” che lui deve esaudire in tutte le loro richieste.

– “Io sono l’Agnello di Dio”, ci ha detto Gesù domenica scorsa: e cioè, lui decide di vivere la sua vita e la sua missione di “mediatore” della nuova alleanza da ricostruire tra noi e Dio, rimettendoci del suo, spendendo la propria vita, perdendoci nel suo “mettersi in mezzo” tra il Padre e gli uomini.

Vuoi fidarti anche tu che una vita così, come l’ho vissuta io, è l’unica vita che valga la pena di vivere e che è l’unica vita che apre alla vita piena e nella gioia da cui tu provieni e a cui sei chiamato a ritornare?”: ecco come Gesù oggi interpella ciascuno di noi e come ci stimola a intendere e a scegliere di vivere la nostra esistenza come “vocazione”, come risposta libera e generosa al suo appello.

Buona continuazione di una vera Pasqua di Gesù! don Alberto